IN ESCLUSIVA INFORMARCI DENUNCIA LA POSSIBILE CANCEROGENICITA’ DEGLI EDULCORANTI
di Giuseppe Ammirati
Al contrario di altre società, dove avere qualche taglia in più è molto apprezzato, la nostra, vede molti giovani ed adulti indipendentemente dal sesso, tormentanti dalla linea.
Mantenere taglie da passerella è veramente difficile, soprattutto per chi è di buona forchetta, la prima soluzione per molta gente afflitta da questo problema, che trova la sua massima incidenza principalmente nei periodi pre e post vacanze, è quella di sottoporsi a delle diete “casalinghe”.
Seguendo diete “approssimative” si possono però commettere considerevoli errori, spesso infatti quello che si tende ad eliminare da una sana alimentazione è lo zucchero, temuto come causa di drastici aumenti di peso.
In molti di noi la riduzione del sapore dolce può creare eccessive frustrazioni, che al contempo minano la riuscita della dieta in se, successo che oggi può essere o è ottenuto per mezzo delle cosiddette sostanze light o prodotti dietetici esenti da zucchero.
Il problema che molti ignorano però è che in tali alimenti, aventi ugualmente sapore dolce, lo zucchero naturale (saccarosio) è sostituito o dimezzato per mezzo dell’aggiunta di zuccheri sintetici, i cosiddetti edulcoranti sintetici tra i quali i più utilizzati dalle industrie alimentari sono: acesulfame k (E 950), aspartame (E 142) 200 volte più dolce dello zucchero, saccarina (E 954) 500 volte più dolce dello zucchero, prodotto dalla sintesi di sostanze organiche solforate, toluolo, ora sotto osservazione per presunta cancerogenicita, ciclammato (E952) 40 volte più dolce dello zucchero, nel 1970 e’ stato vietato negli USA, ma in alcuni paesi e’ ancora consentita una dose minima giornaliera (di 0,4 mg per kg di peso corporeo, etc).
Sostanzialmente si tratta di sostanze a basso valore calorico rispetto agli equivalenti naturali (glucosio, fruttosio, mannitolo, ect.) ; ma si possono correre o no reali rischi alimentandoci con sostanze contenenti edulcoranti sintetici ?
Sono tanti i ricercatori che hanno cercato di rispondere in modo adeguato a tale domanda, prendendo in considerazione ad esempio l’aspartame, e già da tempo risaputo che in elevate dosi la sostanza presenta notevoli insicurezze.
L’aspartame fu scoperto per caso da Jim Schlatter mentre preparava dei mezzi terapeutici per il trattamento delle ulcere. Senza che se ne accorgesse ebbe le dita “contaminate”dalla soluzione; incauto umettò il dito per voltare pagina e si accorse del sapore dolce.
Da ciò si diede inizio al suo vantaggioso utilizzo, infatti l’aspartame rispetto ai comuni dolcificanti possiede:
- Basso potere calorico ed essendo circa 200 volte più dolce del saccarosio ne viene impiegato a quantità bassissima.
- Non innalza la glicemia quindi adatto a pazienti diabetici
Questa scoperta fu una fortuna fino a quando esperimenti fatti su ratti da laboratorio misero in risalto il potere cancerogeno di questo edulcorante.
L’aspartame è costituito da tre elementi distinti quali: acido aspartico, fenilanina e alcool metilico (metanolo).
Secondo alcuni studi l’aspartame sarebbe nocivo a causa del metanolo contenuto al suo interno, in quanto è un veleno che viene assorbito quando incontra la chimotripsina un enzima che si trova all’interno dell’intestino.
Il metanolo viene poi ossidato in formaldeide e acido formico, entrambe ritenute sostanze cancerogene dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Uno studio estremamente accurato dell’Istituto Ramazzini di Bologna, ente no profit impegnato da oltre 35 anni nella prevenzione del cancro è stato reso noto il 14 luglio 2005. Nel comunicato stampa si legge: “Sulla base di questi risultati viene dimostrato per la prima volta che, sperimentalmente, l’aspartame è un agente cancerogeno, in grado di indurre linfomi e leucemie nei ratti femmina, anche a dosi ammesse per l’alimentazione umana”.
Venerdí 13.04.2007 16:39, un nuovo studio, il secondo, sul dolcificante aspartame condotto dalla Fondazione Europea di oncologia e scienze ambientali “B.Ramazzini” di Bentivoglio (Bologna) conferma – secondo quanto informa una nota della stessa Fondazione – la cancerogenicità dell’aspartame. I risultati saranno presentati nei prossimi giorni a New York, al Mount Sinai Medical School. L’aspartame – ricordano alla Fondazione Ramazzini – è un dolcificante artificiale consumato nel mondo da oltre 200 milioni di persone.
Questo edulcorante si trova in 6000 prodotti dietetici diversi tra cui: bevande light, gomme da masticare, dolciumi, caramelle, yogurt, farmaci, in particolare sciroppi e antibiotici per bambini.
I marchi principali con cui è commercializzato l’aspartame sono:
Equal e Equal Spoonful
NutraSweet con relativo logo
La commercializzazione in Italia di Canderel.
Le immagini qui sotto presentano la Canderel Love Therapy Collection disegnata da Elio Fiorucci. la ‘collezione’ è presentata con queste parole: “piccoli oggetti allegri e inusuali, per portare sempre con sé, con divertimento, libertà, allegria e gusto del nuovo, una scorta di dolcezza light”.
Forti preoccupazioni sull’impiego dell’aspartame hanno origine anche dall’enorme uso fatto da giovani e meno giovani di bevande cosiddette light, cioè prive di zucchero:
La lattina di sinistra di DietCola risale al 1992 (è venduta in rete per i collezionisti). Nelle lattine di sinistra, di DietPepsi la ‘dose’ è aumentata del 33%. (immagini tratte da altri siti: MINERVA)
Nella bevanda più bevuta al mondo la COCA-COLA, per fare un esempio, sono contenute quantità di aspartame, sia in quella normale che in quella light:
Coca Cola Normale: Coca Cola Light :
Valore Energetico: 42 Kcal Valore Energetico: 0,4 Kcal
Proteine: 0 grammi Proteine: 0 grammi
Carboidrati: 10,6 grammi Carboidrati: assenti
Grassi: 0 grammi Grassi: 0 grammi
Facendo un rapido conto ossia 42 diviso 0,4 = 105; si ottiene che bere 105 lattine di coca-cola light al giorno caloricamente parlando equivale a bere una sola lattina di coca-cola normale.
Quindi se non ci fossero i potenziali e gravissimi effetti collaterali citati e dimostrati da diversi tipi di ricerca, tutto sommato non sarebbe nemmeno poi tanto male come dolcificante viste le proprietà “vantaggiose”.
Una domanda che spontaneamente può sorgere a questo punto potrebbe essere: in che modo la legge interviene in tale ambito per tutelare la salute dei cittadini?
Certamente la legislazione precisa in quali casi e per quali prodotti alimentari possono essere utilizzati gli edulcoranti, nonché le loro condizioni di utilizzazione. L’elenco di edulcoranti autorizzati (di cui all’allegato alla direttiva) viene periodicamente aggiornato dalla Commissione, previo parere del Comitato scientifico dell’alimentazione umana, che tiene conto degli ultimi progressi scientifici nella materia.
ATTO
Direttiva 94/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 giugno 1994, sugli edulcoranti destinati ad essere utilizzati nei prodotti alimentari [ Cfr atti modificativi ].
SINTESI
La direttiva 94/35/CE è una direttiva specifica che deriva dalla direttiva quadro 89/107/CEE relativa agli additivi alimentari . Essa si applica agli additivi alimentari utilizzati per conferire un sapore dolce agli alimenti, compresi quelli destinati ad una alimentazione particolare, o come edulcoranti da tavola. Essa non si applica ai prodotti alimentari che hanno proprietà dolcificanti come il miele.
Gli edulcoranti vengono utilizzati nella fabbricazione di prodotti alimentari di ridotto valore energetico, nella fabbricazione di prodotti dietetici e per prolungare la durata dei prodotti alimentari in esposizione.
L’utilizzazione di edulcoranti in sostituzione dello zucchero si giustifica per la fabbricazione di prodotti alimentari a valore energetico ridotto, di prodotti non cancerogeni e di alimenti senza zuccheri aggiunti per prolungarne la durata in esposizione, sostituendo lo zucchero, nonché per la produzione di prodotti dietetici.
In allegato sono indicati gli edulcoranti che possono essere immessi sul mercato per la vendita al consumatore finale o per l’impiego nella fabbricazione di alimenti e le dosi massime d’impiego nei prodotti alimentari. Le dosi si riferiscono solo agli alimenti pronti per l’uso.
Gli Stati membri istituiscono un sistema di vigilanza regolare sul consumo di edulcoranti. In base alle informazioni raccolte, potranno essere modificate le condizioni d’impiego degli edulcoranti stabilite dalla direttiva.
Sucralosio e sale d’aspartame-acesulfame
La direttiva 2003/115/CE autorizza due nuovi edulcoranti intensi, il sucralosio e il sale d’aspartame-acesulfame la cui innocuità è stata dichiarata dal Comitato scientifico dell’alimentazione umana fin dal marzo 2000.
Il sucralosio è un edulcorante fabbricato tramite clorinazione controllata di saccarosio il cui potere edulcorante è 500-600 volte maggiore di quello dello zucchero.
Il sale d’aspartame-acesulfame è un sale ricavato da due edulcoranti autorizzati: l’aspartame e l’acesulfame K.
ATTI COLLEGATI
Requisiti specifici di purezza
Direttiva 95/31/CE [Gazzetta ufficiale L 178 del 28.07.1995] (requisiti di purezza specifici per gli edulcoranti per uso alimentare).
Al fine di adattare tali requisiti al progresso tecnico, nonché alle indicazioni e alle tecniche di analisi relative agli edulcoranti definite nel Codex alimentarius dal Comitato misto FAO/OMS di esperti in materia di additivi alimentari (CMEAA), la direttiva 95/31/CE è stata modificata dai seguenti provvedimenti:
Direttiva 98/66/CE [Gazzetta ufficiale L 257 del 19.09.1998] (requisiti di purezza dell’isomalt [E 953]);
Direttiva 2000/51/CE [Gazzetta ufficiale L 198 del 04.08.2000] (requisiti di purezza del mannitolo [E 421] e dello sciroppo di maltitolo [E 965(ii)]);
Direttiva 2001/52/CE [Gazzetta ufficiale L 190 del 12.07.2001] (criteri di purezza del mannitolo [E 421] e dell’acesulfame K [E 950]).
950]).
Direttiva 2004/46/CE [Gazzetta ufficiale L 114 del 21.04.2004] (requisiti di purezza del sucralosio (E 955) e del sale di aspartame-acesulfame (E 962).
Etichettatura
Direttiva 96/21/CE [Gazzetta ufficiale L 88 del 05.04.1996]
Direttiva del Consiglio, del 29 marzo 1996, che modifica la direttiva 94/54/CE della Commissione relativa alla specificazione sull’etichettatura di alcuni prodotti alimentari di altre indicazioni obbligatorie oltre a quelle previste dalla direttiva 79/112/CEE.
Questa direttiva prevede che l’etichettatura dei prodotti alimentari debba comprendere un’indicazione adeguata degli edulcoranti in essi contenuti. Essa prevede del pari indicazioni di avvertimento che debbono figurare sulle etichette di prodotti contenenti aspartame o polioli.
Ultima modifica: 9.6.2006
Il 15 luglio 2005 il Ministro della Salute, Francesco Storace, ha assunto una posizione prudenziale: “Le notizie scientifiche legate all’aspartame non sono affatto da sottovalutare. Ho dato disposizione al Consiglio superiore di Sanità (CSS) di occuparsene con immediatezza per adottare, anche alla luce delle valutazioni fornite in materia dai Comitati misti della Fao e dell’Organizzazione mondiale della Sanità, oltre che dal Comitato scientifico per l’alimentazione umana, eventuali iniziative di nostra competenza. Mai come in questi casi, c’è bisogno di certezze, che è necessario assicurarsi nei tempi più rapidi. Ovviamente è fondamentale anche avere elementi che suffraghino la decisione dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, che sconsiglia misure restrittive. L’Italia ha il diritto-dovere di garantire i consumatori”.
Considerando il fatto che i risultati dei saggi sperimentali condotti sui roditori, topi e ratti, sono altamente predittivi dei rischi cancerogeni per l’uomo, come riconosciuto dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione mondiale della Sanità, i risultati di questo studio impongono, da parte degli organi preposti, un urgente riesame dei livelli di assunzione permissibili dell’aspartame, al fine di meglio proteggere la salute pubblica, soprattutto quella dei bambini.
Quindi quando si va al supermercato bisogna leggere bene le etichette, perché non sempre le cose che hanno un gusto migliore sono le più buone.
L’articolo trattato è stato scritto in base alle notizie riportate su siti web attinenti in materia.
Tags: no censura, salute