Berlusconi vuole “strozzare” gli autori di film e di libri di Mafia
Articolo di Politica interna, pubblicato sabato 28 novembre 2009 in Francia.
[fonte: Le Monde e italiadallestero.info] [NdR: leggete con quanta scioltezza e libertà si parla all' estero dei problemi del berlusconismo in Italia]
Il capo del governo italiano, Silvio Berlusconi, che secondo un pentito avrebbe avuto legami con la Mafia, sabato 28 novembre ha minacciato di “strozzare” gli autori di film e di libri su Cosa Nostra, i quali intaccherebbero l’immagine dell’Italia nel mondo. “Se trovo l’autore della “Piovra” [la serie televisiva di successo], e chi ha scritto libri sulla Mafia, giuro che li strozzo”, ha dichiarato Berlusconi in occasione di un incontro pubblico a Olbia.
Secondo quanto riportato da molti media italiani, Berlusconi, innanzi a giovani militanti del suo partito, avrebbe anche definito infamanti e infondate le informazioni della stampa che ipotizzano il suo coinvolgimento negli attentati commessi dalla Mafia nel 1992 e nel 1993. Tali dichiarazioni sono state rilasciate mentre il procuratore capo del tribunale di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, sabato, ha smentito le informazioni divulgate dalla stampa secondo le quali sarebbe stata aperta un’ inchiesta per associazione mafiosa su Berlusconi e sul suo fedele collaboratore, Marcello Dell’Utri, in merito a tali stragi. “Ciò che afferma [il quotidiano] Libero non è affatto vero”, ha affermato.
L’inchiesta sugli attentati del 1993, in particolare quella degli Uffizi di Firenze, era stata archiviata nel 1998, ma è stato possibile riaprirla grazie alle dichiarazioni rilasciate ai magistrati da parte del pentito Gaspare Spatuzza.
Secondo lui, Berlusconi e Dell’Utri sarebbero stati gli interlocutori privilegiati del suo boss, Giuseppe Graviano, in ambito politico.
Marcello Dell’Utri, oggi senatore, ha iniziato la sua carriera come impiegato di banca in Sicilia prima di entrare a far parte del gruppo Fininvest, la società di proprietà di Berlusconi. È uno dei fondatori di Forza Italia, il movimento creato nel 1994 per lanciare Berlusconi in politica. Accusato di essere stato “l’intermediario nonché l’uomo della provvidenza” nella preparazione dell’arrivo sulla scena politica italiana di forze ben disposte verso Cosa Nostra, è stato condannato a nove anni di carcere per associazione mafiosa, ma è ricorso in appello.
La Corte d’appello di Palermo, trasferita a Torino per ragioni di sicurezza, venerdì deve ascoltare la testimonianza di Spatuzza [NdR: al momento dell'uscita dell' articolo su arcipagania.org, il pentito Spatuzza era stato già ascoltato...].
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