Chi ha incastrato il Ministro Clemente Mastella?

Pubblicato il 7 febbraio 2008 da   ·   Nessun commento

di Salvatore Luchetta

Questo articolo è stato scritto all’indomani delle dimissioni dell’Onorevole Clemente Mastella da Ministro della giustizia e prima della caduta del Governo Prodi. Viene pubblicato solo ora a causa di alcuni problemi tecnici. Buona lettura a tutti!

È questa la domanda che impazza su tutti i mezzi di comunicazione in queste ore drammatiche per il Ministro dimissionario. Com’è ovvio, la risposta è da rintracciarsi nel potere giudiziario che svolge il suo lavoro, ma è sconvolgente sentire affermare da un Ministro di Giustizia, che le motivazioni sarebbero legate ad un uso politico del potere giudiziario da parte di alcuni Magistrati e Procuratori.

Mi scuso per il linguaggio contorto, ma vi assicuro che non ho potuto fare altrimenti nel descrivere questa situazione nella quale la moglie di un Ministro di Giustizia, in questo caso la signora Sandra Lonardo in Mastella, sa che dovrà essere arrestata prima ancora che la cosa le venga notificata. La signora viene difesa, prima di ogni immaginabile tempo giudiziario, non da un avvocato in un’aula di tribunale, com’è normale che sia, ma dal Ministro di Giustizia suo marito (che combinazione!), in Parlamento ed in diretta tv.

È evidente che le famose fuoriuscite di notizie, dalle indagini giudiziarie contro le quali il Ministro si è più volte scagliato, hanno dato un grande aiuto all’Onorevole ed alla sua consorte. Di fatto, da un momento all’altro, i due esponenti dell’UDEUR si sono ritrovati con il pieno appoggio dell’intero Parlamento che, senza neanche conoscere i capi d’imputazione, ha applaudito il discorso “commuovente” del Ministro Mastella.

In una intervista per RAI News24, la signora Mastella Presidente del Consiglio regionale della Campania aveva subito detto di sentirsi vicina a quante persone come lei sono vittime della Giustizia. Io non so se quelle persone, alle quali faceva riferimento la signora Mastella, possano però godere gli stessi privilegi di una difesa in Parlamento oppure del sapere che saranno arrestati, prima ancora che venga notificato loro ufficialmente.

Ancora una volta appare evidente che la legge non è uguale per tutti come invece dovrebbe essere. Precisamente, da un lato abbiamo i politici e chi detiene ruoli di potere in generale che godono di privilegi inimmaginabili e, dall’altro, le persone comuni costrette a sentire la moglie di un Ministro di Giustizia e lo stesso Ministro lamentarsi in diretta tv di “trappole scientificamente” preparate dai magistrati.

Insieme alla signora Sandra Lonardo sono stati messi agli arresti domiciliari altri esponenti dell’UDEUR nella Provincia di Benevento e lo stesso Ministro è indagato per il reato di concorso esterno in associazione a delinquere.

Il reato imputato alla signora Lonardo è di concussione e si riferisce ad alcune nomine nel campo sanitario imposte dalla stessa Lonardo, relativi a scambi di favore ed all’influenza dell’UDEUR nella Regione Campania. Gli altri esponenti dell’UDEUR messi agli arresti sono 23 e, anch’essi, sono accusati di aver favorito alcuni privati a rivestire incarichi soprattutto in campo sanitario, ma altra cosa sconvolgente, sono tutti chi più chi meno imparentati con il Ministro.

Le dimissioni del Ministro Mastella sono state respinte dal Presidente del Consiglio, Romano Prodi, il quale non ha preso le distanze dall’attacco illegittimo di un Ministro della Giustizia al potere giudiziario. Silvio Berlusconi ci aveva ormai abituato alle sue difese, fuori dalle aule di Tribunale, a colpi di leggi ad personam, la cosa si ripete dalla parte “quasi” opposta degli schieramenti, dico quasi opposta perché non considero Clemente Mastella esponente di qualche collocazione politica.

Il Ministro Mastella ha denunciato la situazione anti-democratica nella quale si è ritrovato da mesi, che lui stesso dice, solo per aver tentato di riformare il sistema giudiziario. La magistratura gli avrebbe fatto degli attacchi mirati con il solo obiettivo di fermarlo. La cosa più grave è che in Parlamento la maggior parte dei politici ha applaudito queste considerazioni, con la ovvia soddisfazione di Forza Italia che per prima si è lanciata all’attacco di giudici e magistrati.

La stampa e la televisione sono tutte impegnate a descrivere la disperazione del Ministro e nessuno che si chieda se le accuse siano fondate e anche perchè gli antichi poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, che dovrebbero essere distinti, si ritrovano d’un tratto accavallati e sovrapposti. Le indagini di De Magistris in Calabria sono state fermate prima che si arrivasse a Mastella, ma di fronte all’ennesima ipotesi di reato in Campania non ci si può girare dall’altra parte.

Il clientelismo di tutta la classe politica in Italia ha varcato i limiti di sopportazione e, non ci si può continuare a chiedere come mai i cittadini siano lontani dalla politica, le risposte sono fin troppo evidenti.

In Campania come in Calabria, la classe politica non ha paura di mettere a rischio la vita del cittadino, attuando anche in campo sanitario logiche criminose ed irresponsabili. La criticità della gestione dei rifiuti nelle due Regioni può essere sicuramente connessa ad una cattiva gestione della sanità in quanto è compito di ospedali e di A.s.l valutare l’insalubrità dell’ambiente.

I cittadini aspettano e accettano gli accertamenti della giustizia con serenità, consapevoli del fatto che una volta tanto la giustizia può essere davvero uguale per tutti.

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