Salvatore Luchetta, ufficio stampa Arci Paganìa
Cari lettori, questo articolo di presentazione del giornale on-line risale ad un anno fa, ci sembra giusto però riproporvelo come nuovo perché per alcuni casi di omonimia in rete, abbiamo cambiato il nome della testata da “InformArci” a “ControinformArci” che, ad essere sinceri ci piace anche di più. Per il resto tutto come prima.
Buona lettura a tutti
La redazione di “ControinformArci”
InformArci nasce dal bisogno di avere finalmente un’informazione diversa e alternativa a quella che i giornali e la televisione ci propongono.
Ormai i fatti non esistono più, ogni notizia viene data senza un minimo di contraddittorio. Questa difficoltà si nota, in modo particolare, in campo politico: non esiste, infatti, dichiarazione politica che possa essere smentita senza essere accusati di faziosità.
Si indicano, perciò, con il termine “controinformazione” le notizie basate sui fatti e che lasciano spazio a tutte le opinioni soffocate dai poteri forti. Controinformazione è una parola sovversiva che fa notare, agli occhi di chi legge, la differenza fra ciò che dovrebbe essere una notizia e ciò che è stata fatta diventare.
L’ARCI Paganìa, attraverso il suo giornale “InformArci”, si occupa di varie tematiche tenendo presenti quelli che sono i valori fondanti dell’ARCI (antifascismo, libertà di espressione) ed aderirà sensibilmente al “movimento dei movimenti” (come quello di “Porto Alegre”) per fermare questo capitalismo ottuso e selvaggio che sta decidendo i destini del mondo.
Non si deve certo dimenticare lo stimolo che più ci ha spinto a creare questo giornale, ossia la nostra terra, l’Alto Marchesato crotonese, i suoi colori, i suoi profumi e la semplicità della gente: “Camminare con quel contadino, che forse fa la stessa mia strada, parlare dell’uva, parlare del vino che ancora è un lusso per lui che lo fa” (Rino Gaetano).
Prendendo spunto da questa bella canzone di Rino Gaetano, è giunto il momento di descrivere i tanti problemi che affliggono la nostra terra: il caporalato sembra una parola di tanti anni fa, eppure, ancora oggi, la nostra agricoltura si basa su questo assurdo metodo di sfruttamento; il racket che soffoca l’economia costringendo a chiudere molte attività commerciali e ad emigrare, con l’unico risultato di arricchire le casse della mafia. In tutto questo impera l’immobilità della politica, legata ancora a logiche clientelari a cui manca la capacità nei suoi rappresentanti di coinvolgere gli elettori sulle tematiche più importanti.
All’interno di InformArci viene fatta un’opera di sponsorizzazione dei prodotti biologici che siano coerenti con un punto di vista etico ma anche corretti per il metodo di produzione e per la qualità del prodotto finito.
Per quanto riguarda la salute, particolare attenzione è dedicata all’innalzamento anormale nella nostra zona dei casi di tumore, alla ricerca delle cause, alla messa in evidenza delle carenze dei nostri ospedali.
Ogni redattore cura in maniera preferenziale particolari campi di interesse: Salvatore Luchetta si occupa di politica sia a livello nazionale che locale; Salvatore Rizza offre informazioni sui prodotti farmaceutici mettendo in luce il monopolio di alcune aziende nel settore; Salvatore Locanto si occupa della controinformazione nel campo informatico, proponendo sistemi operativi alternativi e spiegandone le funzioni; Giuseppe Ammirati cura il settore della salute e delle carenze che emergono nel sistema, lavorando in sinergia con Salvatore Rizza; infine Angela Calaminici, dopo un’accurata opera informativa, si occuperà del boicottaggio sia di prodotti alimentari che di altri prodotti delle grandi Corporation, chiarendo le idee al consumatore. Ogni ruolo sarà intercambiabile nel tempo.
Ogni socio può scrivere su InformArci, mandando il suo articolo all’indirizzo di posta elettronica: giornalepagania@libero.it
Sarà compito di Salvatore Luchetta e Salvatore Locanto, incaricati della redazione, stabilire quali articoli sono in linea con i valori dell’ARCI Paganìa e quindi pubblicabili sul sito www.arcipagania.org, nella sezione “InformArci”.
Pensiamo di poter dare un grande contributo allo sviluppo culturale e socio-politico dell’intero Marchesato, creando occasioni di confronto e dialogo con istituzioni e associazioni. Non pretendiamo di avere la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi.
Quindi, grazie fin da ora ai lettori per l’interessamento e per la collaborazione.
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