La decrescita felice

Pubblicato il 26 giugno 2007 da   ·   Nessun commento

di Teresa Scandaleschema

A causa dell’esagerato incremento delle produzioni, dopo lo smodato aumento economico, per via del rapido consumo delle risorse del pianeta e dalle corrispondenti alterazioni del mercato, nasce una nuova tendenza: “la Decrescita Economica”.

Secondo questo nuovo movimento bisognerebbe diminuire lo sperpero di risorse ed il loro sproporzionato utilizzo; e bisognerebbe spingere per una nuova migliore distribuzione sul pianeta.

La decrescita è un’idea politica per la quale il concetto di crescita economica, inteso come aumento costante del PIL (prodotto interno lordo), non è ecosostenibile ed equosostenibile. Con equosostenibile s’intende una politica che sia solidale ed appunto egalitaria soprattutto negli scambi commerciali.

L’asserzione principale del movimento per la decrescita è che le risorse naturali non sono infinite e perciò non si può pensare ad un sistema volto ad una crescita illimitata. Quindi si possono e si devono migliorare le condizioni di vita senza accrescere i consumi, ma trovando vie alternative.

La decrescita è basata su quattro principi fondamentali:

· Il procedere dell’economia attuale deriva da risorse non rinnovabili:

per i fautori della decrescita è fondamentale la concezione che le riserve di materie prime sono destinate a finire, specie le fonti di energia fossili; questa concezione confuta il principio della crescita illimitata del PIL e così come è attualmente praticata causa un enorme spreco di energia.

· Dalla crescita economica dipende inevitabilmente la crescita del suo impatto ecologico.

· Esistono altre forme di ricchezza oltre ai beni, ai servizi ed alle merci: la salute degli ecosistemi e di conseguenza dell’uomo stesso, la ricchezza sociale, il grado di disuguaglianza, le buone relazioni tra i componenti di una società, il carattere democratico delle istituzioni, la cultura, ecc… . L’aumento delle ricchezze materiali avviene a discapito di tutte queste altre forme di ricchezza della qualità della vita.

· Le società odierne, dipendenti da materialismi futili (l’uso smisurato del telefonino, l’uso costante e non selettivo dell’auto, ecc…), non comprendono il decadimento di ricchezze più importanti come la qualità della vita, minimizzando le reazioni degli estromessi come ad esempio avviene con l’astio rivolto agli occidentali nei Paesi esclusi dallo sviluppo economico di tipo occidentale.

La dottrina della decrescita sostenibile è un mezzo per la ricerca di una qualità della vita di gran lunga migliore di quella che può offrire la società occidentale contemporanea, credendo che il PIL non sia la misura generale della ricchezza e che quindi non deve essere preso come unico metro.

Nei prossimi articoli, analizzeremo più in profondità alcune teorie e alcune pratiche che il movimento adotta…

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