Enerambiente, società veneta esperta nel settore dello smaltimento dei rifiuti che opera anche sul territorio campano, ha chiesto alla Regione Calabria la valutazione di impatto ambientale per il progetto di una discarica, da adibire allo smaltimento di rifiuti urbani assimilati non pericolosi in località Terrate-Terratelle, sul Comune di Roccabernarda e confinante con il Comune di Cutro.
Il progetto viene presentato per la seconda volta, dopo il tentativo fatto dalla Danieco srl circa un anno fa.
I titolari della Danieco srl sono i proprietari del terreno sul quale dovrebbe sorgere la discarica, il loro progetto non ottenne il via libera della Regione Calabria che lo ritenne non idoneo per la zona in cui era collocato. Oggi quel progetto viene presentato tale e quale, cambia solo la società richiedente (appunto la Enerambiente) e la tipologia di rifiuti da smaltire, da rifiuti pericolosi del primo progetto a rifiuti urbani assimilati non pericolosi di quest’ultimo.
La località di Terrate-Terratelle è una zps, ovvero una zona a protezione speciale per l’alto valore paesaggistico e per la varietà di flora e fauna che presenta. Il terreno è situato a ridosso del fiume Tacina e nel piano regolatore del Comune di Roccabernarda viene assegnato ad agricoltura.
Il progetto della Enerambiente tenta di sfruttare il piano regionale dei rifiuti risalente ad ottobre 2007, periodo in cui si era sotto l’emergenza rifiuti. Il progetto regionale prevede nella località di Terratelle la costruzione di una discarica che entri in funzione dal 2009 per ospitare i 750 mila metri cubi della discarica di servizio all’impianto di selezione e valorizzazione dei rifiuti di Ponticelli; da lì arriverà la frazione organica stabilizzata (Fos) e gli altri scarti della produzione di ecoballe.
Il progetto prevede nello specifico una estensione per 87.320 metri quadrati, capacità di abbanco di 780.000 metri cubi che arriveranno a 910.000 con l’assestamento dovuto all’altezza sconsiderata. Il conferimento annuo sarà di 100.000 tonnellate per la durata complessiva dell’impianto di nove anni.
Le proteste dei Comuni di Cutro e Roccabernarda sono state tempestive ed insieme alla Provincia di Crotone hanno presentato un ricorso al dipartimento ambiente della Regione.
Le notizie in questi giorni stanno diminuendo e la situazione si fa sempre più incerta. Il Comune di Cutro si sente solo nella protesta e denuncia l’assenza di Roccabernarda che sembra aver perso lo spirito combattivo dei primi giorni.
Il circolo Arci Paganìa, a dicembre, periodo in cui era forte la protesta anche contro l’ampliamento della discarica di Columbra, aveva tenuto un incontro con il Sindaco di Roccabernarda dott. Vincenzo Pugliese per realizzare un comitato territoriale contro la discarica di Terrate-Terratelle, al quale far partecipare le varie realtà associative. Dall’incontro, però, emerse anche la difficoltà del Paganìa di dirigere la protesta , dovuta al fatto che i suoi soci sono prevalentemente studenti fuori sede; il Sindaco comunque diede la massima disponibilità a tenere aggiornati i cittadini sulle azioni in merito portate avanti dal Comune.
Il circolo Arci Paganìa chiede al Comune di Roccabernarda un aggiornamento sulla situazione, per rilanciare un percorso di lotta insieme al Comune di Cutro e a tutti i cittadini del Marchesato.
Per troppo tempo abbiamo assistito alla distruzione del territorio; i cittadini continuano ad ammalarsi di tumore senza avere una minima statistica in merito da parte delle istituzioni; stiamo barattando le nostre migliori caratteristiche economiche e culturali legate all’agricoltura, alla genuinità del prodotto, legate al turismo ambientale in cambio di discariche che per la maggior parte dei casi smaltiscono rifiuti provenienti dalla Provincia di Cosenza o, peggio ancora, dalle industrie chimiche del nord: e poi vengono a parlarci di federalismo…
Allo stato attuale delle cose, la ‘ndrangheta è l’unica ad essere stata avvantaggiata, lucrando sui rifiuti e sulla salute dei cittadini, così come è la camorra a gestire i rifiuti in Campania con la complicità delle industrie del nord, e noi siamo solo povere vittime. Il Presidente della commissione parlamentare antimafia, Francesco Forgione, ha invitato tutti a riflettere su chi possa celarsi dietro queste continue richieste di discariche in un territorio così scarsamente popolato e che, quindi, produce pochi rifiuti, come quello del Crotonese.
La Enerambiente, oltre ad inviare il suo progetto alla Regione Calabria, lo ha inviato anche alla Provincia di Cosenza e al Comune di Acri che non fanno parte della vicenda, tranne per il fatto che molto probabilmente saranno i loro rifiuti ad essere smaltiti nella discarica!
Non è e non vogliamo che sia una guerra tra province: rivendichiamo solo il diritto di gestire pubblicamente i nostri rifiuti, di poter aprire un ciclo per la raccolta differenziata gestita direttamente dai Comuni del Marchesato così da creare un vero sviluppo e nuove offerte di lavoro.
Per troppo tempo hanno fatto credere ai giovani operai del Marchesato che noi volessimo togliere loro il lavoro dicendo no alle discariche. Noi diciamo, invece, che le discariche creano solo precarietà: il vero lavoro lo dà la raccolta differenziata fatta porta a porta, un lavoro illimitato e soprattutto utile.
Diciamo no alla discarica di Terratelle, partiamo da qui per creare una nuova gestione dei rifiuti!
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