La rivoluzione rosa è già una realtà: il 13 febbraio in moltissime città italiane le donne (e gli uomini amici delle donne) hanno deciso di scendere in piazza a protestare per riavere indietro dignità e diritti fondamentali, in nome della Costituzione (siamo al 150° anniversario dell’ Unità d’Italia). Il profumo di cambiamento era già nell’aria da un pò di mesi. L’embrione di questa protesta è stato concepito nel web, dalla rete solidale delle donne e degli uomini consapevoli. Ma c’è un video che da un anno e mezzo a questa parte ha scosso (benevolmente) l’opinione pubblica italiana, che ha dato una delle vie. Come la fatidica goccia col fatidico vaso (…di Pandora?…), “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo ha attivato soprattutto le donne, che rappresentano la parte della popolazione più sfruttata nelle famiglie e nel tessuto sociale, più vilipesa sui posti di lavoro, più abusata per piacere o per profitto, e infine più numerosa come ascolti televisivi. Da un anno e mezzo circa, un mare di contatti su internet, micro-scambi telematici, bisbigli prima, poi sempre più grosse voci del web hanno fatto massa critica. Si è arrivati a una consapevolezza nuova (ma che ha radici nella storia del ’900). Si è presa coscienza del rigetto del modello di sviluppo per il Sud d’ Italia. Se la pazienza di tutti i cittadini non ha un limite, lo Stato va a rotoli. Lo Stato siamo noi, non loro (che si permettono di dire “farò causa allo Stato”) !

Le rivoluzioni, violente o pacifiche, le iniziano le donne, come hanno fatto in Egitto e ovunque nel mondo. Quando finisce il pane… D’altronde noi italiani mammoni siamo famosi per appoggiarci alle famiglie oppure quella solidarietà tipica della gente dei piccoli centri (e meno male che ci sono questi “ammortizzatori sociali” !) ma anche queste sacche di sopravvivenza sociale ed economiche stanno per finire le riserve dei decenni passati: il sistema sta per saltare. Un terzo degli italiani non riesce ad arrivare alla fine del mese e se non ci mettiamo mano, arriveremo presto alla metà.
Le donne in Italia oggi sono invisibili. Sono invisibili i loro talenti, la cultura che esprimono, il loro modo di essere nodo della cittadinanza attiva. Recentemente uni indagine della Fondazione Roma Terzo Settore conferma che in Italia anche nel volontariato le donne sono più attive che gli uomini. Eppure da troppo tempo in Italia si preferisce mettere in luce figure, modelli e comportamenti che rappresentano oggettivamente una regressione del valore e della dignità delle donne.
E’ ora di dire basta: spegni per un pò la tv, informati sul focolaio di protesta più vicino a te e scendi a protestare per un futuro migliore. Un futuro anche tuo. Scendi in piazza e porta con te gioia e rivoluzione! 
Le prime firmatarie:
Rosellina Archinto, Gae Aulenti, Silvia Avallone, Maria Bonafede, Suor Eugenia Bonetti, Giulia Bongiorno, Margherita Buy, Susanna Camusso, Licia Colò, Cristina Comencini, Silvia Costa, Titti Di Salvo, Emma Fattorini, Tiziana Ferrario, Angela Finocchiaro, Inge Feltrinelli, Anna Finocchiaro, Donata Francescato, Rosetta Loy, Laura Morante, Claudia Mori, Michela Murgia, Flavia Nardelli, Valeria Parrella, Flavia Perina, Marinella Perrone, Amanda Sandrelli, Lunetta Savino, Clara Sereni, Gabriella Stramaccione, Patrizia Toja, Livia Turco, Lorella Zanardo, Natalia Aspesi, Letizia Battaglia, Associazione Dinuovo, Associazione Filomena – La rete delle donne
Adesioni successive:
Francesca Comencini, Isabella Ragonese, Concita De Gregorio, Roberta Agostini, Morena Piccinini, Margaret Mazzantini, Isabella Ferrari, Rosy Bindi, Tiziana Maiolo, Valeria Fedeli, Barbara Scaramucci, Annamaria Tagliavini, Cecilia d’Elia, Paola Gaiotti, Cristina Marcuzzo, Paola Bertagnolio, Gabriella Salinetti, Monica Cerutti, Nicoletta Dentico, Annalisa Rosselli, Anna Vinci, Angela Nava, Maria Rosaria Stabili, Rosalba Giugni, Suzanne Diku, Paola Barbieri, Donatina Persichetti, Anna Rudeberg, Dora Jacobelli, Stefania Bartoloni, Franca Zambonini, Camilla Miglio, Luisa Miglio, Novella Bellucci, Marcella Corsi, Maria Grazia Fasoli, Rosalba Fanelli, Francesca Izzo, Elisabetta Addis, Antonella Anselmo, Marina Calloni, Iaia Caputo, Anna Carabetta, Carlotta Cerquetti, Licia Conte, Elisa Davoglio, Ilenia De Bernardis, Daniela De Pietri, Fabrizia Giuliani, Francesca Leone, Anna Francesca Lieggi, Anna Maria Mori, Monica Pasquino, Fabiana Pierbattista, Ilaria Ravarino, Anna Maria Riviello, Simonetta Robiony, Maria Serena Sapegno, Giorgia Serughetti, Sara Ventroni, Laura Onofri, Milena Boccadoro, Stefanella Campana, Simonetta Rho, Elena Rosa, Cinzia Ballesio, Pierangela Mela, Elena Sofia Ricci, Maria Amelia Monti, Associazione Orlando, Masci del Lazio (Movimento adulti scout cattolici italiani), Raffaella Maioni, Assunta Sarlo (uscire dal silenzio), Welcome, Televita, Insieme con te, Articolo 3, Centro Italiano Femminile di Roma, Conferenza Maschile “Federico Ozanam”, Movimento Cristiano Sociali, l’Arci… [L'elenco è aggiornato al 2 Febbraio: al momento della pubblicazione, si registrano grandi presenze, in tutta Italia e le adesioni all'appello "Se non ora, quando?" crescono ancora...]
☑ Ti è piaciuto? Forse ti può interessare:
⌂ Festa delle Donne: Striscia ci riprova
Le donne in Italia oggi sono invisibili. Sono invisibili i loro talenti, la cultura che esprimono, il loro modo di essere nodo della cittadinanza attiva. Recentemente unâindagine della Fondazione Roma Terzo Settore conferma che in Italia anche nel volontariato le donne sono piĂš attive che gli uomini. Eppure da troppo tempo in Italia si preferisce mettere in luce figure, modelli e comportamenti che rappresentano oggettivamente una regressione del valore e della dignitĂ delle donne.
Tags: cultura, donne, rivoluzione, tv