Decreto Ronchi: tutte le verità

acqua pubblica ci metto la firma

Acqua pubblica ci metto la firma!

Ecco la risposta del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua al ministro Ronchi, il quale afferma che l’acqua resterà pubblica e che solo la gestione sarà privatizzata.

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Tutti contro l’amianto

Fonte: quotidiano TERRA del 18/04/2010

di Simone Arminio

CROTONE. E’ la prima azione legale di massa che la storia della Calabria ricordi: i lavoratori ammalatisi di cancro per il contatto con l’amianto contro le due principali fabbriche della città. In lotta contro il tempo.

Totò ha i capelli grigi, le mani grosse da lavoratore e una dannata fretta di raccontare. Pedala a passo lento sul corso di Crotone, a poche centinaia di metri dalla Casa della Cultura, dove l’associazione Fabbrikando l’Avvenire ha appena concluso il suo incontro con stampa e cittadinanza. All’ordine del giorno c’è la prima azione legale di massa che la storia di questa città ricordi: unire i lavoratori ammalatisi di cancro per il contatto con l’amianto nelle due principali fabbriche crotonesi (Pertusola Sud, di proprietà Syndial-ENI, e Montecatini, poi acquisita da Enichem) in un’azione legale collettiva contro i loro avvelenatori.

In disperata lotta contro il tempo: quello lungo della giustizia, e quello veloce, e implacabile, della malattia. Per questo, Totò ha fretta. Saluta, e senza preamboli inizia la sua storia: «Io ho lavorato nella fabbrica per trentacinque anni. Nella fabbrica c’era sempre nebbia, e l’aria piena di gas. Tutti sapevano che quel fumo uccideva. Tutti, tranne noi».

Anche lui, come centinaia di altra gente, appena consegnato la sua cartella clinica nelle mani del pool di avvocati volontari di Fabbrikando l’Avvenire: un’associazione di ex operai e membri della società civile, che da qualche anno si è messa in testa di abbattere il muro di gomma che circonda l’ex zona industriale a ridosso del mare, e della città. «Io sono stato già operato tre volte – racconta con spiazzante lucidità – e lo so che le medicine non fanno niente. Ma il problema, avvocà, è che quando ce ne andiamo noi la verità ci segue nella tomba. E allura ti salutu».

Per questo vuole sapere. Chiede insistentemente se la causa inizierà a maggio, o a giugno, e se si saprà qualcosa entro l’anno. «Ma il lavoro da fare – avvertiva poco prima in conferenza stampa Pino Greco, ex operaio di Pertusola Sud e presidente dell’associazione – è ancora tanto». Tutto è cominciato con la produzione di un Libro bianco sull’amianto a Crotone, con cui la sua associazione per la prima volta ha testimoniato la massiccia presenza in città dell’amianto, esponendone i rischi, qui aggravati da una «promiscuità ancora oggi preoccupante – come si legge, all’interno del libro bianco, nella relazione del Responsabile del servizio di prevenzione igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Asp di Crotone – tra l’ex area industriale e la catena di produzione alimentare: campi di coltivazione, caseifici, mercati ortofrutticoli». E poi le case, le prime a un tiro di schioppo. Infine i rischi altissimi per le migliaia di operai e dipendenti dell’indotto che «per otto ore al giorno, e per quarant’anni, sono stati esposti alle stesse sostanze tossiche, a concentrazioni infinitamente  maggiori di quanto le stesse non siano a livello ambientale».

Il secondo passo è stato convincere gli ex lavoratori ammalatisi, che il loro risarcimento è un diritto civile: «Abbiamo raccolto centinaia di cartelle cliniche – racconta l’avvocato Iannone – fra i dipendenti che hanno già intentato (e perso) la causa civile contro Pertusola Sud e le altre industrie, e fra quelle persone che, per mancanza di fiducia nella Giustizia, per la psicosi a documentarsi sul proprio stato di salute, o per il dolore privato della malattia in atto, non hanno ancora mai pensato alla possibilità di chiedere un risarcimento».
Per tutti questi motivi, specifica Iannone, «non c’è ad oggi in città una coscienza civica degli ex lavoratori e dei cittadini sull’entità dei danni alla salute e all’ambiente causati dall’amianto in tutti questi anni». Da domani, la loro azione legale sarà triplice: aiutare i dipendenti ammalatisi e i familiari di quelli già deceduti a costituirsi parte civile nei processi penali in atto, fornire nuove prove ai circa duemila procedimenti civili tuttora in corso, e intentare nuove cause per il ristoro dei danni subiti. La salute, quella nessuno potrà riaverla.

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Noi di Terra Aria Acqua e Libertà diciamo NO alla discarica di Petilia!

Pubblichiamo integralmente il testo del comunicato stampa inoltrato da Terra Aria Acqua e Libertà, movimento ambientalista della provincia di Crotone al quale l’Arci Paganìa aderisce sin dalla sua fondazione. Nel documento ribadiamo ancora una volta la nostra contrarietà alla realizzazione della discarica di rifiuti pericolosi nel territorio di Petilia Policastro.

Il pezzo è stato riportato su Il Crotonese, Il Quotidiano della Calabria, La Gazzetta del Sud, Calabria Ora, ed altri organi di informazione.

COMUNICATO STAMPA

GLI ENNESIMI ATTACCHI AL TERRITORIO CROTONESE

Il Movimento Terra, Aria, Acqua e Libertà, ribadisce, in maniera forte e convinta, il proprio dissenso alla realizzazione della discarica per rifiuti pericolosi in località “Monaca” nel territorio di Petilia Policastro (KR), in prossimità dei centri abitati di Petilia, Roccabernarda, Mesoraca, San Mauro Marchesato e Cutro.

Il progetto di discarica è stato presentato dalla società Ecoambiente s.p.a., ma sia le dimensioni dell’impianto che l’ubicazione geografica lasciano chiaramente intendere che tale progetto sia in realtà una copia di quello presentato all’incirca 2 anni fa nell’adiacente località “Terrate Terratelle”, nel Comune di Roccabernarda, dalla società Danieco s.r.l., con tutte le polemiche che ne conseguirono per la presenza, tra i soci di quest’ultima società, di parenti di un funzionario del Commissariato per l’emergenza ambientale della Calabria.

Tale progetto, anche grazie all’opposizione dei movimenti territoriali e delle amministrazioni locali, venne bloccato dall’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Crotone che giudicò il sito non adatto ad ospitare una realtà a fortissimo impatto ambientale.

Stupisce che l’Amministrazione di Petilia Policastro – sebbene, nei mesi scorsi, si sia pronunciata in consiglio comunale contro la costruzione di nuove discariche sul territorio della Provincia di Crotone – non abbia ancora convocato un consiglio comunale apposito per un pronunciamento netto  sul progetto di discarica che vede interessato il territorio di Petilia Policastro stesso.

Il Movimento “Terra, Aria, Acqua e Libertà” CHIEDE, pertanto, che l’Amministrazione di Petilia Policastro, consiglieri di opposizione inclusi, voti in consiglio comunale contro il progetto di discarica per rifiuti pericolosi in località “Monaca” presentato da Ecoambiente s.p.a. ed invita tutti i cittadini a tenere alta la vigilanza democratica in difesa del proprio territorio.

Il progetto di Ecoambiente s.p.a. non tiene conto che la zona individuata per la discarica di rifiuti pericolosi è una Zona a Protezione Speciale (ZPS) e che, quei territori, nel piano regolatore di Petilia Policastro, sono destinati ad agricoltura.

Si parla di 85 mila metri quadrati di terreno che avrebbero una capacità di abbancamento di 850.000 metri cubi per circa 100.000 tonnellate annue di rifiuti pericolosi!

Abbiamo manifestato in piazza, il 3 ottobre a Crotone, assieme a migliaia di cittadini indignati e preoccupati per il futuro proprio e dei loro figli, contro la costruzione delle discariche di Giammiglione, di Columbra, di Terrate Terratelle, e contro qualsiasi ulteriore  ipotesi di utilizzare il nostro territorio per lo smaltimento dei rifiuti. Ciò nonostante ci troviamo per l’ennesima volta costretti a stigmatizzare il comportamento di singoli amministratori locali, che, come il Sindaco di Casabona, arrivano ad “offrire” il loro territorio – quasi come si trattasse di un bene proprio – per la realizzazione di impianti di incenerimento di rifiuti.

Di fronte a questi ennesimi tentativi di aggressione del territorio crotonese, siamo sempre più preoccupati dal silenzio della quasi totalità delle forze sindacali e politiche , che, tranne qualche eccezione, sembrano imbrigliate nell’immobilismo più deteriore.

Crotone li 01/02/2010

per Movimento Terra, Aria, Acqua e Libertà

Domenico Colosimo

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Crotone non dimentica

calabria radioattivadi Salvatore Locanto

3 ottobre 2009: eravamo in 10000. In piazza, per strada. Per le strade di Crotone. Quella Crotone avvelenata, tradita dal malaffare connivente con le istituzioni grigie, malate di strapotere. Le discariche chiudono da una parte e riaprono dall’altra, e chi ha orecchie per intendere inenda…

La storia si ripete, purtroppo, anche da altre parti. Ora, dalla Sardegna spunta (in punta di piedi sui nostri monocratici media nazionali) la notizia che anche lì interi territori sono minacciati dalle scorie, dal veleno, dalla morte. La cosa non comincia a puzzarvi?…

Che cosa ci aspetta per il futuro? Scoprire che mezza Italia è così? Avvelenata e tradita da chi doveva difendere i cittadini e invece la accoltella al cuore ogni giorno, interrando e nascondendo l’indicibile e omertoso rifiuto industriale? Restare a guardare (la televisione) chi ci prende in giro dicendoci “tranquilli, adesso ci penso io alla spazzatura di Napoli” e poi la porta in provincia di Cosenza ma siccome là non c’è più posto la porta in provincia di Crotone, e poi… Ci aspetta di venire a sapere, ormai troppo tardi, che chissà quante altre città, campagne, interi territori sono destinati (se le cose non cambiano) alla morte? E’ questo quello ci attende?
La spazzatura e le scorie sono un affare. Sono “beni” che non deperiscono. Hanno un vero e proprio valore commerciale, nel mercato nero sotto il nostro naso. Sono un affare miliardario. Per lo Stato e le istituzioni malavitose.

Tu cosa aspetti? Credi che si possa fare qualcosa oppure credi che non si può fare nulla perchè “tanto non cambia niente…” ? Se credi che lottare sia inutile, se credi di essere TU inutile… beh… ricordati allora che ogni popolo ha il governo che si merita! Chi tace acconsente.

Noi continuiamo a lottare per un territorio sano. E aspettiamo te. Ecco cosa vogliamo.

DA SOLO VAI VELOCE, INSIEME ARRIVI LONTANO.

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