Sobrietà e decrescita come valori decostruzionisti

Pubblicato il 13 novembre 2007 da   ·   Nessun commento

IL MOVIMENTO PER LA DECRESCITA FELICE E’ UN OTTIMO ESEMPIO DI DECONCENTRAZIONE DEL POTEREsobrietà

di Fabio Bernardi

InformArci [NdR: ora ControinformArci] si è già occupata del movimento per la decrescita del p.i.l. ; tuttavia ora, affrontiamo la questione da un punto di vista più teorico e analitico. Innanzitutto, per allargare la nostra conoscenza riguardo al mondo della decrescita, è utile parlare brevemente di un particolare atto che si manifesta dentro di essa: la “sobrietà.

Questa è una determinata impostazione culturale, e per certi aspetti anche morale, la quale produce particolari stili di vita dove l’utilizzo oculato dei consumi e la gestione attenta e costruttiva delle risorse (siano esse materiali o umane), si sposano con una idea di società e di vita propria individuale che tende a godere del mondo e dei suoi frutti in maniera giusta ed armoniosa.

Dietro questa piccola sintesi, c’è però un grande intreccio di storie di tradizioni, abitudini, convinzioni culturali. Ciò determina la possibilità che lo stile di vita “sobrio” si sviluppi in modo esternamente multiforme, ma con dei principi fondanti che si riscontrano in ogni singolo stile di vita sobrio. Ecco allora che in alcuni casi la sobrietà sembra somigliare all’ascetismo, mentre in altri si manifesta come auto-organizzazione familiare, ecc… ecc…

Questo modo di interpretare un’impostazione di vita, che lascia molto spazio agli individui nella possibilità di scegliere e costruirsi il proprio modo di essere sobri, è sicuramente un nuovo approccio aggregativo e sociale che si riscontra in tutto il movimento per la decrescita felice; infatti la volontà (decostruzionista) di ridurre al minimo le regole e le forme rituali di adesione allo stile di vita sobrio, disperde la concezione di dover creare forzatamente delle “accademie di pensiero” le quali hanno la presunzione di dover decidere come e con quale modalità debba strutturarsi uno stile di vita sobrio, determinando così un atto rituale piuttosto che un altro, ecc…

Così facendo si concede all’ idea il suo giusto spazio e cioè un’impostazione che si lascia plasmare da ciò che spaziotemporalmente incontra nella sua realizzazione.

Dunque la sobrietà ha la caratteristica di basarsi su principi solidi e tuttavia manifestarsi in atti molto diversi tra loro; è questo ciò che determina la sobrietà come un “valore”, intendendo letteralmente il sostantivo come forza in grado di pesare, di contare, insomma di avere valore!!

L’utilità dell’impostazione decostruttiva del movimento per la decrescita del pil, è visibile in vari punti: 1) è necessario che il movimento abbia una ridottissima organizzazione identitaria e propagandistica (ciò comporta meno spreco di risorse); 2) il decostruzionismo del movimento porta a credere (e a lottare per questo) che il potere non debba essere inteso come un concetto di “sovranità istituzionale”, piuttosto come concetto di possibilità di esistenza dei cittadini (in pratica il movimento per la decrescita “taglia la testa al re”, a favore di un potere gestito in maniera pubblica e partecipata); 3) la decostruzione non imponendo paletti ritualistici lascia larga autonomia nell’approccio e nell’organizzazione di ogni singolo modo di aderire al movimento.

Il decostruzionismo, è una corrente filosofica che ha radici in Nietzsche (vedi la Genealogia della morale), e che si sviluppa nel pensiero di J. Derrida nelle sue forme letterarie e metafisiche, fino a trasformarsi in pensiero politico in M. Foucault il quale è il più vivace sostenitore della “sovversione del potere” che dalla figura istituzionale deve trasferirsi alla gestione dei cittadini.


Per aderire al movimento è sufficiente*:

– autoprodurre lo yogurt o qualsiasi altro bene primario: la passata di pomodoro, la marmellata, il pane, il succo di frutta, le torte, l’energia termica e l’energia elettrica, oggetti e utensili, le manutenzioni ordinarie;

– fornire i servizi alla persona che in genere vengono delegati a pagamento: assistenza dei figli nei primi anni d’eta, degli anziani e dei disabili, dei malati e dei morenti.

L’autoproduzione sistematica di un bene o lo svolgimento di un servizio costituisce il primo grado del primo livello di adesione. I livelli successivi del primo grado sono commisurati al numero dei beni autoprodotti e dei servizi alla persona erogati. L’autoproduzione energetica vale il doppio.

Il secondo grado di adesione è costituito dall’autoproduzione di tutta la filiera di un bene: dal latte allo yogurt; dal grano al pane, dalla frutta alla marmellata, dai pomodori alla passata, dalla gestione del bosco al riscaldamento. Anche nel secondo grado i livelli sono commisurati al numero dei beni autoprodotti e la filiera energetica vale il doppio.

La sede del Movimento per la Decrescita Felice viene stabilita presso… (preferibilmente un’azienda agricola, o un laboratorio artigianale, o un servizio autogestito, o una cooperativa di autoproduzione, una bottega del commercio equo e solidale, ecc.).

*: le regole di adesione sono state scritte da Maurizio Pallante

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