Rai per una notte: Per dire no alla censura!

La decisione del Cda Rai di non mandare in onda trasmissioni di approfondimento politico, come annozero, proprio alla vigilia dell’appuntamento elettorale delle regionali, è un atto gravissimo che riflette le decisioni  di un governo sempre più autoritario e  pseudo-democratico. Arci Paganìa invita tutti a seguire attraverso internet l’appuntamento lanciato da Michele Santoro “Rai per una notte” al quale parteciperanno altri personaggi dello spettacolo che da sempre si sono battuti  per un’informazione libera.

Diamo un calcio alla censura partecipiamo numerosi!

(Per chi l’avesse perso in TV, eccolo su youtube )

www.raiperunanotte.it

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” arcipaganìa.org ” : è permesso un pizzico di orgoglio?

PICCOLI SITI CRESCONO…

Aggiornamenti! Ci sono novità! Leggi in fondo all’articolo…

“Ottobre 2009 mese record della storia di arcipagania.org: quasi 600 accessi unici al sito!” (sono parole del socio Marco Locanto).

computer, bimbo e acquaPotrà sembrare un risultato risibile per un piccolo sito che cerca di non “annegare” in questo mare che è la “navigazione” del nuovo secolo, ma per noi socie e soci dell’ ARCI Paganìa vuol dire che ci sono state alcune centinaia di persone che si sono collegate al nostro sito per incontrarsi e informarsi e vedere “come sta” il nostro martoriato/amato territorio. Ci riferiamo a voi che, tra le mille incombenze quotidiane, magari nati in Calabria ma emigrati per lavorare e studiare ‘altrove’, cercate un momento per riflettere su che cosa è il bene per tutti e non solo del singolo; ci riferiamo a voi che trovate uno spazio per unirsi, per cambiare le cose che non vanno bene, per valorizzare le cose che funzionano, l’arte e la cultura dello stare insieme. Perchè tutti noi e tutti voi, sappiamo cosa ci piace e cosa non ci piace dell’ essere calabresi.

Molte delle connessioni sono avvenute in relazione alle notizie sui veleni e sulle discariche della provincia di Crotone, ma anche del mare di Amantea e sulla generale condizione di rischio ambientale di tutta la Calabria.
Una gran parte delle persone collegate ci è sembrata interessata soprattutto alla fase di lotta contro i veleni e le discariche, quando bisognava sapere “oh, ma c’è la manifestazione domani?”: risultato che ci inorgoglisce ancora di più perchè ci fà sentire parte di una terra capace di generare cittadini responsabili, pieni di senso civico e consapevoli di sè stessi e del cambiamento necessario. Per noi e per il futuro di chi sarà dopo di noi.

Per questi motivi, troverete sempre l’ ARCI Paganìa al vostro fianco. Al servizio del territorio e della comunità.
Perchè ci crediamo, punto.

Con forza, nelle riunioni del circolo e nei nostri discorsi “al bar”, ogni giorno, parliamo di come vorremmo veder insorgere tutte le voci dei movimenti e dei singoli cittadini unite contro le ingiustizie e in difesa dei diritti e dei valori della Costituzione. E’ stato meraviglioso vedere migliaia di persone per le strade di Crotone urlare la propria rabbia e la propria paura per il suolo che (ormai da decenni) stavano calpestando in quei precisi istanti! E’ e sarà sempre educativo per le future generazioni vedere le piazze di Amantea e della Calabria rivendicare giustizia, trasparenza e libertà dalle paure.
Perciò, invitiamo chi fosse interessato a collaborare (anche solo con un’idea, una notizia) a contattarci quando vuole. Come fare è semplice: è spiegato nel sito.

Complimenti a tutti i lettori/utenti (come dobbiamo chiamarvi?) e a tutti i soci, collaboratori, tecnici, redattori, scrittori, ecc…

Altri motivi d’orgoglio non soltanto ‘internettiani’ li trovate nella sezione “IL CIRCOLO“.

“Da solo vai veloce, in compagnia arrivi lontano” (proverbio africano)

logo google

Salvatore Locanto

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AGGIORNAMENTI del 15 novembre 2009:

Curiosità, su Google:
se digiti ” arci crotone “, arcipagania.org viene al 4° posto; se digiti “arci crotonese” viene al 3° posto;

se digiti “scrivere arcireportarcipagania.org viene al 2° posto, se digiti “scrivere su arcireport” viene al 1° posto!

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Batterie… a cacca !

Batterie elettriche dalla cacca? Incredibile ma vero. batteria a cacca di mucca

Nella trasmissione “La nobile storia della cacca“, condotta da Monty Halls in onda su History (Sky), si mostra il funzionamento dell’invenzione di un giovane maestro di scuola del nord dell’India: H. S. Yadav.

Il signor H. S. Yadav ha scoperto che si può produrre elettricità semplicemente riempiendo un barattolo di letame bovino, aggiungere sale (e suppongo acqua) una batteria elettrica esaurita (di quelle semplicissime che alimentano radio, torce elettriche ecc).

Alla pila elettrica vanno collegati due fili (uno per ogni polo della pila). La pila a sterco di vacca produce 8 watt di potenza per 45 giorni [permettendo di tenere accesa una lampadina o usare un computer; NdR] .
Ho cercato su internet ma non ho trovato niente. Mi sembra una scoperta incredibile.
H. S. Yadav la usa per portare l’elettricità nelle case e permettere ai bambini di studiare la sera.
Se la notizia fosse vera sarebbe una grande rivoluzione tecnologica. C’è qualcuno che ne sa qualche cosa? [NdR: oggi sappiamo che la notizia è vera. Infatti, oltre all' esistenza delle prove riportate qui sotto, la notizia è rilanciata anche da "il Fatto Quotidiano" di oggi.]

Ecco qui l’articolo che “Vents et marees” mi ha segnalato:

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Now, charge your cell with dung!
23 Jan 2007, 2329 hrs IST, Radha Sharma, TNN

AHMEDABAD: What do you do if you are left without electricity for long stretches of time? You make your own electricity. Simple. Niruttam Kumar Singh and Harvansh Yadav, a student-teacher duo from Gangagarh village in Bulandshaher, Uttar Pradesh, have made a cow dung battery that lights up electric bulbs, charges mobile phones and brings alive radios!

“In Gangagarh,we barely get five hours of electricity daily, making it difficult for students to study at night,” says Yadav,who is in Ahmedabad to showcase his innovation at a workshop on ‘Green Grassroots Innovation, Incubation and Enterprises‘ organised by the Society for Research and initiatives for Sustainable Technologies and Institutions (SRISTI) at IIM-Ahmedabad.

Three years ago, Yadav and Niruttam, a class 7, student came together to resolve the issue. “We knew cow dung produced biogas and decided to experiment with it to produce electricity. We collected cow dung in a plastic container and put two discharged batteries in it. As we charged cow dung with a salt water solution, the positive and negative charges produced were collected in the batteries and interconnected in series to produce a current,” Niruttan said.

The duo charged mobile phones with their innovation. “Each unit produces 1.5 volts of current,” says Niruttam, adding, “The cow dung needs to be replaced once in 45 days. If one wants more efficiency, one can put sulphuric acid.” The two proudly say that their innovation has changed life in Bulandshaher. “Around 250 households in Gangagarh and neighbouring Kamonah, Jinamai, Risoolgarh and other villages use our battery to light bulbs and listen to radio. We teach them how to make such batteries free.”

Niruttam is now planning to improve the design. “We want to use something that doesn’t give a foul smell — cow urine perhaps.” Meanwhile, this innovation is all set to charge mobile phones at Gujarat University. “We are planning to put a mobile phone charging unit in the campus for students,” says professor Anil Gupta of SRISTI.

Jacopo Fo, il 09/02/2009 – 05:22

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pila di sterco di mucca

Facciamo scorta

Elettricità dallo sterco … La notizia è vera e questo è l’articolo originale, da TimesofIndia:

http://timesofindia.indiatimes.com/articleshow/1410529.cms

Ora stanno progettando di eliminare il puzzo utilizzando contenitori migliori o urina e comunque stanno pianificando di installare unità di questo tipo per permettere la ricarica di tutti i cellulari e permettere di avere un po’ di luce in più per studiare, dato che in Gangagarh hanno l’elettricità per 4-5 ore al giorno … non portatevi la playstation se andate li o non finirete nemmeno un gioco …

Aloha
“Vents_et_marées”

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(Fonte: www.jacopofo.com)

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Non nominare il nome di Silvio invano

Bang!Pubblichiamo un articolo comparso su Arci Report Sicilia n. 27

L’attacco alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo.

Nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l’obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senzatetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60. Anche se il senatore D’Alia non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.

In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider [ndr: Telecom, Vodaphone, 3, ecc...] dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività allarete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia direato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?

Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera cheviaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto?

Quindi il governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi. Questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania.

[fonte: punto-informatico.it]

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