Pubblichiamo integralmente il testo del comunicato stampa inoltrato da Terra Aria Acqua e Libertà, movimento ambientalista della provincia di Crotone al quale l’Arci Paganìa aderisce sin dalla sua fondazione. Nel documento ribadiamo ancora una volta la nostra contrarietà alla realizzazione della discarica di rifiuti pericolosi nel territorio di Petilia Policastro.
Il pezzo è stato riportato su Il Crotonese, Il Quotidiano della Calabria, La Gazzetta del Sud, Calabria Ora, ed altri organi di informazione.
COMUNICATO STAMPA
GLI ENNESIMI ATTACCHI AL TERRITORIO CROTONESE
Il Movimento Terra, Aria, Acqua e Libertà, ribadisce, in maniera forte e convinta, il proprio dissenso alla realizzazione della discarica per rifiuti pericolosi in località “Monaca” nel territorio di Petilia Policastro (KR), in prossimità dei centri abitati di Petilia, Roccabernarda, Mesoraca, San Mauro Marchesato e Cutro.
Il progetto di discarica è stato presentato dalla società Ecoambiente s.p.a., ma sia le dimensioni dell’impianto che l’ubicazione geografica lasciano chiaramente intendere che tale progetto sia in realtà una copia di quello presentato all’incirca 2 anni fa nell’adiacente località “Terrate Terratelle”, nel Comune di Roccabernarda, dalla società Danieco s.r.l., con tutte le polemiche che ne conseguirono per la presenza, tra i soci di quest’ultima società, di parenti di un funzionario del Commissariato per l’emergenza ambientale della Calabria.
Tale progetto, anche grazie all’opposizione dei movimenti territoriali e delle amministrazioni locali, venne bloccato dall’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Crotone che giudicò il sito non adatto ad ospitare una realtà a fortissimo impatto ambientale.
Stupisce che l’Amministrazione di Petilia Policastro – sebbene, nei mesi scorsi, si sia pronunciata in consiglio comunale contro la costruzione di nuove discariche sul territorio della Provincia di Crotone – non abbia ancora convocato un consiglio comunale apposito per un pronunciamento netto sul progetto di discarica che vede interessato il territorio di Petilia Policastro stesso.
Il Movimento “Terra, Aria, Acqua e Libertà” CHIEDE, pertanto, che l’Amministrazione di Petilia Policastro, consiglieri di opposizione inclusi, voti in consiglio comunale contro il progetto di discarica per rifiuti pericolosi in località “Monaca” presentato da Ecoambiente s.p.a. ed invita tutti i cittadini a tenere alta la vigilanza democratica in difesa del proprio territorio.
Il progetto di Ecoambiente s.p.a. non tiene conto che la zona individuata per la discarica di rifiuti pericolosi è una Zona a Protezione Speciale (ZPS) e che, quei territori, nel piano regolatore di Petilia Policastro, sono destinati ad agricoltura.
Si parla di 85 mila metri quadrati di terreno che avrebbero una capacità di abbancamento di 850.000 metri cubi per circa 100.000 tonnellate annue di rifiuti pericolosi!
Abbiamo manifestato in piazza, il 3 ottobre a Crotone, assieme a migliaia di cittadini indignati e preoccupati per il futuro proprio e dei loro figli, contro la costruzione delle discariche di Giammiglione, di Columbra, di Terrate Terratelle, e contro qualsiasi ulteriore ipotesi di utilizzare il nostro territorio per lo smaltimento dei rifiuti. Ciò nonostante ci troviamo per l’ennesima volta costretti a stigmatizzare il comportamento di singoli amministratori locali, che, come il Sindaco di Casabona, arrivano ad “offrire” il loro territorio – quasi come si trattasse di un bene proprio – per la realizzazione di impianti di incenerimento di rifiuti.
Di fronte a questi ennesimi tentativi di aggressione del territorio crotonese, siamo sempre più preoccupati dal silenzio della quasi totalità delle forze sindacali e politiche , che, tranne qualche eccezione, sembrano imbrigliate nell’immobilismo più deteriore.
Crotone li 01/02/2010
per Movimento Terra, Aria, Acqua e Libertà
Domenico Colosimo
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Dopo le manifestazioni di Crotone e Amantea, i calabresi hanno preso coscienza dell’emergenza ambientale della nostra regione ed è per questo che movimenti, comitati, associazioni e liberi cittadini si stanno organizzando per dare vita ad un forum permanente che affronti il problema in maniera approfondita. Ancora una volta e di più, l’Arci Paganìa aderisce al documento ed al volantino che pubblicizzano l’evento. Il 6 Dicembre 2009, partecipiamo tutti!
FORUM DELLE ASSOCIAZIONI MOVIMENTI E COMITATI CALABRESI “EMERGENZA AMBIENTE IN CALABRIA”
LAMEZIA TERME - DOMENICA 6 DICEMBRE 2009
A seguito della grande manifestazione del 24 ottobre ad Amantea,
che ha visto la partecipazione di oltre 30 mila persone giunte da tutta la Calabria, per i movimenti della Calabria si è posta la necessità di coordinare meglio le proprie forze e risorse sparse in tutto il territorio per cercare di dare un identità unica ad una variegata rete di comitati, associazioni, singoli soggetti.
Vogliamo lanciare una mobilitazione generale, un momento di discussione permanente, che coinvolga tutti i movimenti presenti nella nostra regione, puntando a sollevare le problematiche legate alla tutela dell’ambiente nella regione Calabria (bonifiche, difesa delle risorse comuni, ciclo dei rifiuti, aggressione delle coste, etc.), per chiedere la tutela di tutti i beni comuni, dall’acqua, alla salute, alla cultura, al lavoro, all’ambiente.
Ad Amantea, il 24 ottobre scorso, le Associazioni, i Comitati ed i Movimenti di tutta la Calabria, hanno tracciato un percorso lineare e coeso, che parte da semplici e chiare richieste rispetto alla tutela della salute ed il recupero ambientale del territorio di tutta la regione Calabria. Ed in particolare:
- la bonifica immediata, in tempi certi e con procedure trasparenti, di tutti i siti inquinati sino ad oggi individuati in Calabria;
- il monitoraggio ambientale permanente di terra, aria e acqua, partendo da uno studio epidemiologico e tossicologico da effettuarsi su tutta la popolazione residente nei siti inquinati in Calabria;
- verità e certezza su responsabilità civili, penali e politiche di chi, negli anni ha inquinato, lucrato e permesso lo sfruttamento indiscriminato e senza scrupoli del territorio calabrese;
- la moratoria sui rifiuti affinché non si realizzino ampliamenti delle discariche esistenti o, peggio, nuove discariche, inceneritori, centrali biomasse o turbogas sul territorio regionale, sino al raggiungimento della reale autonomia di smaltimento dei rifiuti di tutte e cinque le province calabresi;
- la moratoria sulla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina e su tutte quelle opere di cementificazione selvaggia delle coste e del paesaggio calabrese (villaggi turistici, eco-mostri, costruzioni abusive, etc.)
- impedire lo sfruttamento energetico intensivo e non eco compatibile del territorio di tutta la Calabria, (inceneritori, centrali a carbone, centrali nucleari, rigassificatori, impianti eolici, impianti di estrazione del sale, impianti per l’estrazione del metano, centrali biomasse, centrali turbo gas, centrali idroelettriche).
Di fronte a queste richieste e di fronte ai tanti disastri ecologici accertati, ed a quanti altri ve ne sono nella nostra terra e nei nostri mari, finora le istituzioni non si sono mosse per come avrebbero dovuto e soprattutto per tutelare gli interessi dell’intera popolazione.
La lentezza delle iniziative governative, rispetto alle bonifiche da effettuare sui tanti siti contaminati dei nostri territori e all’avvio di una campagna organica di ricerca di tutte le navi dei veleni inabissate nei nostri mari, incomincia a preoccupare ed a far sospettare tentativi di depistaggi programmati e di disinformazione, come è già avvenuto in occasione della vicenda della “Jolly Rosso” ad Amantea.
A risolvere i problemi connessi a questo quadro allarmante fatto da disastri ecologici ed ambientali diffusi su tutto il territorio regionale non può bastare la buona volontà e l’attivismo di un singolo Procuratore della Repubblica o di un assessore regionale, spesso lasciati senza risorse e mezzi.
Non chiediamo rassicurazioni, ma verità provate e dimostrabili, senza alcun elemento di incertezza, soprattutto a noi tutti che siamo i primi soggetti colpiti da questa catena di episodi inquietanti.
Crediamo sia indispensabile, per rendere sostenibile lo sviluppo della nostra regione, essere riconosciuti quale parte attiva entrando nel processo di programmazione e di gestione del ciclo dei rifiuti, dell’energia, dell’urbanistica e delle problematiche legate alla tutela dell’ambiente e del territorio.
Da qui, dunque, l’idea di costruire un forum di discussione tra tutti noi, un luogo fisico dove uomini e donne, soggetti collettivi, associazioni e movimenti di questa regione, possano confrontarsi, dialogare e proporre iniziative concrete per un’azione più incisiva e risolutrice dei problemi.
Dobbiamo discutere e tracciare un percorso, il più unitario possibile, teso a denunciare la crisi ambientale e sanitaria procurata dalla nociva gestione del ciclo dei rifiuti, dalle attuali forme di produzione dell’energia basate quasi esclusivamente su processi di combustione e da una miope politica che punta a realizzare infrastrutture faraoniche dimenticando le reali esigenze dei territori. Viceversa occorre favorire uno sviluppo vero della Calabria che crei nuove possibilità occupazionali, che rispetti e recuperi il nostro territorio, che migliori le condizioni di vita dei calabresi, che difenda l’ambiente e la salute dei cittadini e che tuteli i Beni Comuni e gli interessi concreti delle nostre comunità.
Il Forum punterà, dunque, ad approfondire le tante emergenze ambientali della nostra regione ed a proporre soluzioni condivise. Proprio a questo fine e per facilitare la partecipazione di tutti ma soprattutto per giungere a conclusioni propositive e concrete, si strutturerà in quattro commissioni (o gruppi di lavoro), che affronteranno le principali vertenze ambientali. Ed in particolare:
1) Acqua e beni comuni
In questa commissione si approfondirà la discussione sulla tutela dei beni comuni in Calabria ed in particolare lo sfruttamento economico delle risorse idriche della regione.
2) Navi dei veleni e rifiuti tossici
In questa commissione si approfondirà la discussione sulle problematiche legate allo smaltimento illegale dei rifiuti tossici in Calabria (Navi dei veleni, scorie nucleari, scorie industriali “Marlane”, il caso Crotone, Cerchiara, Sibari, Cassano Ionio, Amantea – valle del fiume Oliva, Cetraro,etc.)
3) Ponte e infrastrutture
In questa commissione si approfondirà la discussione sulla situazione relativa al progetto di costruzione del ponte sullo Stretto e su tutti gli altri progetti di opere faraoniche, speculative ed aggressive del territorio che proliferano nella regione Calabria (Ammodernamento autostrada A3, villaggio Europaradiso – Crotone, elettrodotto Laino – Rizziconi, realizzazione diffusa di porti turistici). In questa commissione si coordineranno, anche, tutte le azioni legate alla manifestazione del 19 dicembre a Villa san Giovanni contro il ponte sullo Stretto.
4) Ciclo dei rifiuti ed energie
In questa commissione si approfondirà la discussione sul ciclo dello smaltimento dei rifiuti in Calabria (Commissariamento, piano regionale, società miste, discariche, inceneritori ed impianti di smaltimento) e sullo sfruttamento energetico intensivo del territorio, (inceneritori, centrali a carbone, centrali nucleari, rigassificatori, impianti eolici, impianti di estrazione del sale, impianti per l’estrazione del metano, centrali biomasse, centrali turbo gas, centrali idroelettriche).
La discussione nelle commissioni sarà la base su cui costruire le decisioni da prendere in assemblea plenaria e che riguarderanno anche le prossime iniziative da avviare in Calabria.
I lavori del Forum punteranno soprattutto a:
1) Preparare un LIBRO BIANCO sull’emergenze ambientali della Calabria. A questo scopo sarà necessario che tutti i partecipanti realizzino una descrizione dettagliata dei problemi ambientali dei propri territori.
2) Organizzare al meglio la partecipazione e lo svolgimento della manifestazione del 19 dicembre a Villa san Giovanni contro il ponte sullo Stretto.
3) Avviare una discussione su come costruire una vertenza ambientale che investa tutta la Calabria.
ORARI E LAVORI
DOMENICA 06 DICEMBRE – LAMEZIA TERME
Ore 9:00 Registrazione partecipanti
Ore 9:30 Apertura dei lavori dell’Assemblea Plenaria e presentazione delle iniziative da intraprendere, lettura del documento base e composizione delle Commissioni.
Ore 10:30 Apertura dei lavori delle Commissioni
Ore 13:00 Pausa pranzo (colazione a sacco a carico dei partecipanti)
Ore 14:00 Ripresa dei lavori in Assemblea Plenaria
Ore 15:00 Fine dei lavori nelle Commissioni
Ore 15.30 Dibattito in Assemblea Plenaria sul lavoro delle Commissioni – Proposte e deliberazioni finali
VERSO IL FORUM “EMERGENZA AMBIENTE IN CALABRIA”:Altra Lamezia / ARCI Crotone / Ass. Confronti / Ass. Paolab / Associazione Universitaria “Udu Cosenza” / Beni Comuni Cosenza / c.s.
o.a. “A.Cartella” / Casa della legalità- Lamezia / CGIL Amantea / Cib Unicobas / Collettivo Universitario “P2 – Occupata / Collettivo Universitario Socio-Politico-Culturale “Filol.8 – Azioni Manifeste” / Comitato Civico Natale De Grazia / Comitato Civico Valle Oliva Terre a Perdere / Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” / FORA di Cosenza / Forum Ambientalista / il Riccio – Castrovillari / Isde Italia – Medici per l’Ambiente / Movimento “Terra, Aria, Acqua e Libertà” Crotone / Movimento Ambientalista del Tirreno / Progetto Universitario Unical – “Ateneo Controverso” / Rete No Ponte / Rosso Cetraro / Rua Sao Joao - Lamezia Terme / TerritoRioT)/ Movimento Studentesco Crotonese / Circolo ARCI “Culture in… Movimento” / Coop. Sociale “Agorà Kroton” / Comitato “Mi Rifiuto” Cutro (Kr) / ARCI Paganìa
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Il 23 Novembre 2009, SIT-IN DAVANTI A TUTTE LE PREFETTURE DELLA CALABRIA! Facciamo sentire la nostra voce! Ecco il volantino preparato dalle associazioni, comitati e movimenti calabresi:
BASTA BUGIE! BASTA PRESE IN GIRO!
AVVIO IMMEDIATO DELLE BONIFICHE E MESSA IN SICUREZZA DEI TERRITORI!
La Calabria si trova, oggi più che mai, vittima di operazioni e interventi devastanti che rischiano di compromettere definitivamente ogni equilibrio ecologico e sociale, rendendo invivibili le condizioni delle comunità calabresi.
Dal Pollino allo Stretto, la lista delle lagnanze di questa terra martoriata si fa infatti sempre più lunga, quanto tragica, e la “scoperta” delle navi a perdere è solo la punta di un enorme sommerso iceberg.
Non può certo bastare l’ennesimo tentativo di affossamento e depistaggio messo in piedi dal Governo nazionale: le oltre 30mila persone che hanno partecipato alla manifestazione del 24 ottobre ad Amantea, testimoniano come i calabresi abbiano acquisito la consapevolezza di vivere su terreni avvelenati. Così nella vallata del Fiume Oliva, a Crotone, a Praia, nella sibaritide come nell’aspromontano: le nostre montagne e i nostri mari per anni hanno svolto il compito di enormi discariche per rifiuti “ingombranti”.
Purtroppo il saccheggio dei territori si manifesta anche attraverso la svendita delle nostre risorse a favore degli appetiti del grande capitalismo internazionale. Così ci ritroviamo la più importante multinazionale al mondo nella gestione dei servizi ambientali, la francese Veolia, a farla da padrona su settori vitali come la gestione di acqua e rifiuti. Così assistiamo all’imposizione di inquinanti impianti di produzione energetica in una regione che da decenni ne esporta grandi quantità.
Scelte dissennate, incuria e avidità, sono tra le principali cause del dissesto idrogeologico che caratterizza i nostri territori: la tragedia che ha colpito il messinese poteva essere assolutamente evitata se si fosse messo davanti a tutto la sicurezza della popolazione. Le tremende alluvioni che hanno causato frane e morti e le mareggiate che hanno devastato le nostre coste lo scorso inverno, avrebbero già dovuto mettere in guardia chi di competenza: poco o nulla è stato fatto per rimediare ai tanti disastri, sicuramente niente per la messa in sicurezza.
A fronte di tutto questo, siamo costretti a subire l’ennesima provocazione:
l’annuncio della prima pietra del ponte sullo Stretto, una farsa che dura ormai da quarant’anni, che è già costata oltre 520 milioni di euro senza riuscire neanche ad arrivare all’approvazione del progetto definitivo.
Come cittadini calabresi siamo stanchi di essere umiliati da istituzioni e affaristi, di vedere la nostra terra svenduta per i loro interessi.
Basta con le false promesse! Noi vogliamo che i soldi destinati al Ponte vengano impiegati da subito per le opere di messa in sicurezza e di bonifica dei nostri territori; vogliamo che la Regione Calabria dia una segnale forte che vada in questa direzione uscendo dalla Stretto di Messina SpA; vogliamo che il Governo dia risposte concrete alle emergenze concrete!
Come associazioni ambientaliste, movimenti, comitati calabresi ci incontreremo il 6 dicembre, a Lamezia Terme, per coordinare meglio le nostre forze e risorse sparse in tutto il territorio e unificare i nostri sforzi nella difesa di questa terra.
Per rispondere alla beffa natalizia saremo il 19 dicembre a Villa San Giovanni, per dire No al Ponte sullo Stretto.
IL 23 NOVEMBRE 2009 FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE AL GOVERNO ED ALLE ISTITUZIONI SEMPRE PIU’ LONTANE DALLE POPOLAZIONI
SIT-IN ORE ….DAVANTI LE PREFETTURE DI COSENZA, CATANZARO,CROTONE, VIBO VALENTIA, REGGIO CALABRIA.
Tanti luoghi una sola voce!
VERSO IL FORUM “EMERGENZA AMBIENTE IN CALABRIA”: Altra Lamezia / ARCI Crotone / Ass. Confronti / Ass. Paolab / Associazione Universitaria “Udu Cosenza” / Beni Comuni Cosenza / c.s.o.a. “A.Cartella” / Casa della legalità- Lamezia / CGIL Amantea / Cib Unicobas / Collettivo Universit
ario “P2 – Occupata / Collettivo Universitario Socio-Politico-Culturale “Filol.8 – Azioni Manifeste” / Comitato Civico Natale De Grazia / Comitato Civico Valle Oliva Terre a Perdere / Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” / FORA di Cosenza / Forum Ambientalista / il Riccio – Castrovillari / Isde Italia – Medici per l’Ambiente / Movimento “Terra, Aria, Acqua e Libertà” Crotone / Movimento Ambientalista del Tirreno / Progetto Universitario Unical – “Ateneo Controverso” / Rete No Ponte / Rosso Cetraro / Rua Sao Joao – Lamezia Terme / TerritoRioT)/ Movimento Studentesco Crotonese / Circolo ARCI “Culture in… Movimento” / Coop. Sociale “Agorà Kroton” / Comitato “Mi Rifiuto” / ARCI Paganìa
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