Perché “Paganìa”?

Uno scorcio del centro storico di Roccabernarda

Pagania” è il nome di origine medievale di Roccabernarda (al tempo anche denominata “Rocca dei Pagani”). Nel secolo XI una tribù di soldati slavi narentani (in greco antico Paganoi, abitanti della Pagania, regione della Dalmazia) partì da Palermo per combattere al fianco dei Bizantini contro Ottone II di Svevia nei pressi di Capo Colonna (o sulla costa del Golfo di Squillace, la collocazione fisica della battaglia è ancora controversa). Una volta sconfitti, i Pagani risalirono lungo le sponde del Fiume Tacina e si stabilirono su alcune colline poste sulla riva sinistra del fiume (sito che corrisponde all’attuale centro storico di Roccabernarda).1

La scelta di denominare il circolo utilizzando questo antico toponimo è da ricondurre non tanto al legame inscindibile esistente tra l’associazione e Roccabernarda, ma al carico di significato intrinseco che la storia della “Pagania” evoca (questo ragionamento è ancor più valido oggi, alla luce del fatto che l’Arci Paganìa non è più solo il circolo di Roccabernarda ma è una realtà associativa che coinvolge molti comuni del Marchesato Crotonese, in particolare Petilia Policastro). “Pagania” è la bella storia di una comunità nata dall’intreccio di culture, lingue, religioni diverse. Una sconfitta militare che si trasforma in un mirabile esempio di pace, condivisione, integrazione, apertura verso il diverso, tolleranza e fratellanza tra i popoli. È questo dunque lo spirito che l’Arci Paganìa, a distanza di mille anni, intende rievocare, uno spazio libero dove la diversità è fonte di ricchezza.

 

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1 Antonio De Rito, La Leggenda del Re Pagano. Rinaldo da Montalbano e Bernardo del Carpio fra epopea e storia nella Calabria medioevale, Edizioni Pro Loco – Comune di Roccabernarda, 1992.
http://it.wikipedia.org/wiki/Pagania
http://lecalabrie.forumup.it/post-4772-lecalabrie.html

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