Dopo aver preso atto delle dimissioni di Fabio Bernardi dalla carica di presidente, l’associazione ha svolto il 29 dicembre 2008 il suo quarto congresso per rinnovare gli organi direttivi e dare nuova linfa vitale al Paganìa.
Già da tempo, nei mesi precedenti, il circolo aveva accolto tra i suoi associati un gruppo di giovani di Roccabernarda con i quali, dopo aver instaurato una meravigliosa collaborazione, si è deciso insieme di costituire un direttivo che fosse una fusione di nuovi e vecchi elementi.
Il congresso si è svolto nella sede del circolo alla presenza del presidente Filippo Sestito e del segretario Francesco Perri dell’ARCI Provinciale. L’inizio del congresso è stato caratterizzato dall’intervento del socio Salvatore Locanto il quale ha letto come introduzione una lettera scritta dall’ex presidente dell’ ARCI Nazionale Tom Benetollo scomparso qualche anno fa. Benetollo parlava dell’importanza di avere una buona guida affinché questa illumini il cammino degli altri. *
La discussione dapprima si è incentrata sulla storia dell’ ARCI Paganìa e dopo il discorso del presidente Sestito, molti sono stati gli interventi nei quali ognuno ha espresso le proprie emozioni ed esperienze.
Nel prosieguo del dibattito, poi, ci si è concentrati sul futuro e sulle prospettive che il circolo seguirà in questo quinto anno; molte sono le idee: innanzitutto l’entusiasmo dei giovani ha rinnovato il senso civico ponendo l’attenzione sulle problematiche del territorio. E’ emersa l’importanza delle campagne di sensibilizzazione per la raccolta differenziata ed è stata posta massima attenzione sui temi della scuola.
Un altro importante obiettivo che l’ ARCI Paganìa si prefigge è la creazione e la gestione (insieme alla collaborazione del Comune di Roccabernarda e dell’ ARCI Provinciale) di una sala prove accessibile a tutti; così facendo si darà vita ad uno spazio che consentirà la crescita artistica della musica leggera e popolare, visto che Roccabernarda si definisce “Città della musica” e che ha già provveduto a darsi degli spazi per la musica sinfonica e classica. Altre proposte sono state: la partecipazione (ed eventualmente istituzione) ai concorsi di scrittura, pittura e tutto ciò che riguarda il mondo dell’arte; la riconferma dell’impegno verso il nostro giornale on-line “ControInformarci” che si arricchirà delle tematiche riguardanti i giovani del nostro territorio; la continua evoluzione del sito internet www.arcipagania.org e tantissime altre iniziative.
A questo punto l’iter del congresso prevedeva l’elezione degli organi direttivi.
La prima elezione è stata quella del presidente; per questo ruolo l’assemblea ha proposto Giuseppe Ammirati di Roccabernarda (nella foto in alto), ritenendolo la persona più adatta per capacità ed esperienza: egli, accettando con entusiasmo la carica, ha confermato il suo impegno affinché i desideri e le idee dei soci abbiano possibilità di realizzarsi.
La seconda elezione è stata quella del vicepresidente, per il quale è stato proposto Salvatore Luchetta di Petilia Policastro, già membro degli organi collegiali nel precedente direttivo. Per il ruolo di segretario si è eletto Marco Locanto, in quanto ha dimostrato di essere competente nella gestione burocratica e politica del circolo.
Le ultime due cariche da consigliere sono state assunte da Fabio Bernardi e Francesco Bilotta, rispettivamente simboleggianti la continuità col passato ed il rinnovamento.
Le cariche del collegio dei garanti sono ora ricoperte da Salvatore Locanto, Floriana Mungari e Ferdinando Olivieri; mentre il collegio dei sindaci revisori è ora composto da Simone Arminio, Davide Dionesalvi e Michela Ierardi.
Chiusi i lavori congressuali i giovani soci hanno provveduto ad organizzare un piccolo rinfresco.
Un gesto simbolico per ringraziare il vecchio direttivo che ha centrato l’obiettivo della partecipazione; un gesto fatto perché in fondo i nuovi soci sentono propria la sede come una nuova casa pronta ad accoglierci tutti e ad accogliere ancora.
Fabio Bernardi
Salvatore Luchetta
*: “In questa notte scura, qualcuno di noi, nel suo piccolo, è come quei “lampadieri” che, camminando innanzi, tengono la pertica rivolta all’indietro, appoggiata sulla spalla, con il lume in cima. Così, il “lampadiere” vede poco davanti a sé, ma consente ai viaggiatori di camminare più sicuri. Qualcuno ci prova. Non per eroismo o narcisismo, ma per sentirsi dalla parte buona della vita. Per quello che si è. Credi.”
Tags: costituzione, partecipazione