Lotta alle eco-mafie: l’esperienza di Arci Crotone

Pubblicato il 29 febbraio 2012 da   ·   Nessun commento

Pubblichiamo un articolo di Arcireport sulla battaglia che forse ci sta più a cuore. Clicca sull’immagine per leggere l’articolo in originale.

“La penetrazione delle mafie nella nostra regione [la Liguria, NdE] è ormai, purtroppo, un dato di fatto acquisito. Discuterne e combatterle è possibile anche grazie al forte impegno di sensibilizzazione dell’associazionismo che si riconosce in Libera. Per estirpare la piaga mafiosa, infatti, non bastano le iniziative giudiziarie, amministrative e politiche, ma occorre un forte movimento culturale che consenta di svelare e combattere i meccanismi, spesso subdoli e sfuggenti, attraverso cui questo radicamento è potuto avvenire.

L’incontro organizzato dal circolo Belleville col compagno Filippo Sestito, presidente di Arci Crotone, è stato da questo punto di vista estremamente interessante e formativo. Con parole semplici ed appassionate, Sestito ci ha raccontato cosa vuol dire fare associazionismo in una delle roccaforti della ‘ndrangheta, controllata da oltre sessant’anni dalla ‘ndrina della famiglia Vrenna. «Uno dei punti di forza della ‘ndrangheta – ha spiegato – fa leva sulle caratteristiche proprie della cultura calabrese – fra tutti il forte legame familiare – applicandole alla loro attività criminale: nelle ‘ndrine non si entra se non per legami familiari». Questo aspetto è molto importante anche per chi, a nord, si trova a fare i conti con la criminalità organizzata calabrese. Gli insediamenti infatti seguono quelle che sono le rotte dell’emigrazione dalle diverse località basata sulla chiamata diretta di familiari o parenti. Così, ad esempio, la ‘ndrangheta di Crotone si è radicata in parte in Lombardia ma soprattutto in Emilia Romagna, specialmente nell’asse Reggio-Modena. «Oggi, poi – avverte Sestito – ci si trova di fronte una nuova generazione ‘ndranghetista che ha individuato nuove occasioni di arricchimento intervenendo nel ciclo dei rifiuti e delle energie rinnovabili, avendo cura di tenere queste attività separate da quelle ‘tradizionali’. Accade così che i proprietari di discariche di milioni di metri cubi siano anche soci privati in aziende miste operanti nel settore della raccolta differenziata: con che risultati è facile immaginare». I dati Arpacal del 2010 rilevano a Crotone una raccolta differenziata pari al 13,39% dei rifiuti prodotti contro il 19,27% registrato a Lamezia Terme, comune guidato da un sindaco, Gianni Speranza, ben noto al mondo Arci per esserne stato apprezzato dirigente.

Fare associazionismo in questo contesto non è facile. «Per un’associazione come la nostra, che, a differenza di altre, purtroppo, non accetta compromessi e vive dei suoi soli mezzi non è facile – conferma – le tessere oscillano tra le 1400 e le 1700 annue, anche per la forte ‘mortalità’ dei circoli, specie quelli giovanili, anche a causa del continuo spopolamento». Non mancano però i dati positivi, specie dopo l’elezione del nuovo presidente di Arci Calabria, Gennaro Di Cello. «Sicuramente per noi è stato importante registrare un ‘sentire comune’ su temi difficili come, ad esempio, il rapporto tra circoli ed istituzioni. Non era scontato che potesse avvenire».”

Tags:  , , , , , , , , , ,

Commenti (0)

Devi effettuare il login per inviare un commento.

Post Column